La tutela dei diritti umani

Per quanto il Gruppo, in virtù delle attività svolte e della localizzazione geografica, non sia esposta a rischi particolarmente rilevanti inerenti il tema della violazione dei diritti umani, esistono aree all’interno del Gruppo in cui, in virtù della loro natura di infrastruttura critica e anche di obiettivo sensibile, il personale riceve una specifica attenzione protettiva finalizzata a mantenere elevatissimi standard di sicurezza senza per questo venire meno alla tutela dei diritti della persona, in adempimento agli obblighi propri del datore di lavoro, codificati nell’art. 2087 del Codice Civile ed espressivi di rango costituzionale nella tutela della dignità ed integrità del lavoratore e nell’esercizio dell’attività di impresa – vieppiù se pubblica – finalizzata all’utilità sociale.

Questo vale sia nella protezione della vita e dell’incolumità del personale e dei terzi che anche occasionalmente si trovino nelle infrastrutture ENAV, in considerazione del cosiddetto “rischio criminoso” da considerare nelle valutazioni analitiche proprie del D. Lgs. 81/2008 in cui il datore di lavoro deve prevenire, elidere o mitigare qualunque rischio che possa interferire con i valori costituzionali della vita umana e dell'incolumità. Ma anche quale logica estensione del concetto di “luogo di lavoro”, a tutela del personale del Gruppo che opera in missione, in paesi potenzialmente pericolosi, in particolare per gli effetti derivanti dall’instabilità politica, dalle azioni di gruppi terroristici o anche per condizioni igienico-sanitarie e di salute critiche.

L’altro ambito particolarmente delicato riguarda il trattamento di informazioni individuali e di diritti propri del lavoratore sui luoghi di lavoro, a salvaguardia dei diritti di riservatezza, secondo il quadro di protezione della privacy disegnato a livello nazionale ed europeo, i cui principi fondanti sono pienamente accolti ed esplicitati nelle più elevate politiche di Gruppo. In tale ambito, il Gruppo pone attenzione al rispetto normativo di divieto di controllo anche indiretto dei lavoratori, sancito dalla L. 300/1970 ("Statuto dei Lavoratori"), segnatamente per quanto attiene al controllo a distanza dei lavoratori con impianti di videosorveglianza e all'impiego di guardie giurate. Per i primi, introducendo il più ampio e trasparente dialogo con le rappresentanze sindacali dei lavoratori e l’utilizzo degli strumenti in forma leale trasparente e per i secondi, in modalità espressa, il relativo divieto come parte integrante dei capitolati speciali che regolano gli appalti relativi ai servizi di vigilanza. Inoltre i sistemi di protezione informatica, che possano prevedere forme di verifica e controllo, sono coerenti con i principi dell'art. 4 della L. 300/1970, come novellati dall'art. 23 del D. Lgs. 151/2015, per i quali è data ampia e trasparente informativa al personale ed alle rappresentanze sindacali.

Una nota di rilevo è l’azione di coordinamento svolta con le Istituzioni. Infatti, in virtù della delicatezza del ruolo rivestito dal personale del Gruppo ENAV, esiste la necessità di rafforzare la protezione del lavoratore da qualsiasi fattore di natura esterna che possa essere considerato rischio inerente alla prestazione lavorativa o sul luogo di lavoro. A tal riguardo i sistemi di prevenzione e protezione da rischio criminoso vengono integrati da appositi patti convenzionali con,il Ministero dell'Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza e declinati in apposite procedure finalizzate alla protezione della vita, all'incolumità e alla salvaguardia della dignità del lavoratore, anche nei riguardi di atti di conflittualità che possano generarsi all'interno degli ambienti di lavoro.

In merito a specifici rischi di sicurezza anche per il personale in missione all'estero esiste una speciale procedura che assicura la preventiva valutazione del rischio per questo tipo di attività integrata dal collegamento con l'Unità di Crisi istituita presso il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione internazionale.

L’attenzione di ENAV nei confronti del tema dei diritti umani, si sostanzia poi, non solo attraverso il costante monitoraggio della funzione Risorse Umane ma anche attraverso l’applicazione di quanto stabilito nel Codice Etico che sancisce espressamente che i rapporti tra i dipendenti sono improntati a valori di civile convivenza e si svolgono nel rispetto dei diritti e della libertà delle persone e dei principi fondamentali che affermano la pari dignità sociale senza discriminazioni per ragioni di nazionalità, lingua, sesso, razza, credo religioso, appartenenza politica e sindacale, condizioni fisiche o psichiche.

Relativamente a Techno Sky, la tutela dei diritti umani trova applicazione attraverso alcuni principi generali, (garantire la libertà di associazione, le eguali opportunità vietare, sia nelle relazioni interne che esterne, comportamenti che abbiano contenuto discriminatorio, tutelare il diritto alla vita, sia dei suoi collaboratori sia di persone terze, mettendo al centro della propria attenzione la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc.) che vengono monitorati con attenzione attraverso un confronto costante e costruttivo con il personale.

 

NEL CORSO DEL 2017, I RISCHI LEGATI AI DIRITTI UMANI SONO STATI VALUTATI NEL 100% DEI PROCESSI DEL GRUPPO ENAV